IN AMERICA LATINA

Traduzione lettere con richieste d’aiuto accolte dall’Uvisp-Assisi

 

 

Salve,

come state? Spero godiate di buona salute.

Mi rivolgo a voi: prima di tutto mi presento. Mi chiamo Ana Celia R. M., sono Nicaraguense.

Abito in un villaggio chiamato Rio Nuevo a circa 3 km da Sebaco.

Ho un bambino di 9 anni, che frequenta la 3° elementare.

La mia più grande preoccupazione è la situazione economica: sono una madre povera, ho bisogno di qualcuno che mostri una mano amica e un cuore pieno d’amore e soprattutto di generosità, che sia capace di aiutare chi è nella miseria. Viviamo in questo Paese come poveri e schiavi, lavorando solo per la sopravvivenza, e non abbiamo mezzi per studiare. E’ penoso per me dire che a volte non posso comprare nemmeno un quaderno. Qua in Nicaragua i salari sono bassissimi e ogni cosa costa cara.

Mi rivolgo a voi con la speranza che mi aiutiate a realizzare i sogni di mio figlio, visto che io, con la mia povertà non posso farlo. Io so che voi siete persone dal cuore buono, capaci di amare il prossimo. Mio figlio è molto intelligente e sogna di arrivare ad essere qualcuno nella vita. Io da sola non posso dargli questa opportunità, con un gesto di solidarietà potrei sostenerlo.

Spero possiate capirmi e rispondermi.

Arrivederci a presto

Ana Celia R. M.

 

 

Salve!

Padre Giorgio, spero che Dio mantenga in buona salute lei e i suoi cari.

Padre Giorgio, le mando questa lettera per chiederle l’aiuto dell’adozione a distanza per la mia bambina Maria Fernanda M. U. che ha 7 anni . Sta terminando il primo anno di scuola elementare, e già sa leggere e scrivere, è una bambina che si impegna molto.

Padre, sto soffrendo molto perché a volte non possiamo neppure mangiare una volta al giorno, né tanto meno comprare il necessario per la scuola.

Sono una mamma nubile, lavo e stiro la roba di altre famiglie per vivere, ma col poco che guadagno devo anche aiutare mia madre, poiché viviamo insieme nella sua casetta.

Padre, non so se si ricorda di me, perché sono passati diversi anni, ma io mi ricordo di lei: sono Juana Elena Urbina, ho lavorato 5 anni nel progetto avviato da lei, e c’era anche il Dott. Mauro.

Lavoravo nelle pulizie e in cucina con Donna Esperanza.

Padre, mi aiuti se è ancora sua intenzione, e se mi aiuta le prometto di amministrare bene ciò che mi invierà per l’istruzione di mia figlia.

Saluti, che Dio la benedica sempre.

A presto

 

Juana Elena

 

 

Riceva un caloroso saluto e tutto il nostro rispetto per lei,

Che Dio la benedica. Le scrivo la lettera per richiedere il vostro aiuto per mia figlia. Siamo una famiglia estremamente povera, come la maggior parte di quelle del nostro Paese.

Siamo sposati, abbiamo 5 figli. Io sono il padre, e non ho un lavoro fisso perché non ho un titolo di studio. Sono anche invalido a causa di un incidente con una motosega.

I pochi soldi che entrano non bastano neppure per mangiare. Non abbiamo una casa, viviamo nella casa di un amico, paghiamo luce e acqua e il poco che guadagniamo non basta per pagare gli studi delle figlie. Il mio più grande desiderio e che i miei figli siano istruiti, perché sono molto intelligenti.

Sperando in Dio e nella vostra risposta vi saluto.

La famiglia    V. A.

 

 

Caro Padre Giorgio Roussos,

Riceva i saluti e auguri di pace e bene per il suo grande lavoro.

Padre, le scrivo perché ho bisogno del suo aiuto, per la situazione che il Paese sta attraversando: mi chiamo Lucia e sono la zia di Marvin Antonio M. B. e di Alicia del Carmen B. M.  Ho bisogno di aiuto per la situazione che sto vivendo, sono senza lavoro e mia madre è anziana. Devo uscire e andare per le strade cercando di vendere qualcosa per poter acquistare le medicine di cui Marvin ha bisogno e a volte torno a casa senza aver venduto nulla. Sto attraversando un momento molto duro. Alicia sta studiando e spesso non posso comprare cibo di cui necessita.

Abbiamo inviato la scheda tre anni fa e la ringrazio moltissimo per gli aiuti che ci ha mandato: grazie mille per il suo gesto di bontà. Le chiedo di aiutarmi per le medicine del piccolo Marvin, non mi stancherò mai di ringraziarla.

Saluti,

Lucia Blandino M.